Ballo a Oslo


 

Giunto a Oslo, il guardapesca "Ailette" he stato molto onorato, a bordo
sono venuti tanto visitatore; l'ambasciata di Francia aveva organizato
una serata con pasto e ballo la bordata di non servizio era stata
invitata.......Intorno a tavole di legno precioso molto grande, ornati
di tovaglie e tovaglietti, avevo a la mia sinistra marinai e
sottufficiale, a la mia destra li ufficiale con il comandante al
centro chi lui aveva a suoi fianchi la Signora Ambascitore e sua
Eccellenza Ambasciatore....Il coperto comportava parecchi cucchiai e
forchetti e anche bicchieri di cristallo.....Io chi  ero ragazzo del
popolo,a la mia tavola non avevo mai avuto che un solo di queste
ustensile....Il pranzo he stato fino, savorito e abbondante e valutati
le vine rossi, rosati o bianchi, aveno tutti un'aroma che non era fatto
per lasciare le bicchieri vuoti.....Poi vieni l'apertura del
ballo, allora qui, ero a disagio perche ho sempre detestato questo genere
di smanceria, ma il destino mi aveva segnato e c'é vuluto che sia io
il beniamino del équipaggio, il momento del supplizio he arrivato, la
Signora Ambascitore spiegava le sue due tentacoli, si impadroniva della
mia gioventù, sentivo il mio viso arrossire e quand'ella fu vicino da
me anche se avevo un bel dire, provare la mi ignoranzia sostanto,non
c'era nienti da fare,il polpo no me voleva lasciare,non avevo più voce
e con un ampio sorriso la sposa de l'Ambasciatore dice a chi la
voleva sentire :"Quando balla l'Ambasciatore ognuno balla".Ecco che
cominciano i "flons-flons"e io me sento tuffarmi in le turbine della
valtzer,qui ! ne ho visto di tutti i colore, la piovra mi faciva girare
tanto e più, mi stringiva ,li mie piede andavano penzolone, ma allora !
porca miseria! la cosa la più ripuniante era la sua guancia sfiorita
su la mia molto fresca e nel contempo mi martellava il mio petto di
solo vint'anni con le suoi due pallone di carne grassa e
molla......Per fortuna il polpo mi ringrazi e mi lascia, il ballo
proséguire e io ,orecchio basso vado a ritrovare la mia tavola.....Il
ballo o diciamo piuttosto il martirio he finito ,adesso he l'ora di
cantare, mi sento rinascere l'ora della mia vendetta ha sonato, il mio
giro di canto vieni avevo ritrovato la mia voce e le mia confidenza e
senza tremare ho potuto valutare la mia voce :In tenore ho
interpretato " I pescadore di perli" di (Georges Bizet) con
bis...bis........ Tomaso.


 


 

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